Accade alla Marcolin (nota azienda del settore occhialeria) con sede a Longarone.

A partire da settembre 2016, un disoccupato, assunto da una cooperativa di servizi, sarà a disposizione dei circa 700 dipendenti dello stabilimento di Longarone, per due giorni alla settimana, con il compito di sbrigare per loro conto tutta una serie di piccole incombenze familiari e domestiche, nel mentre sono impegnati al lavoro. Si tratta, ad esempio, di pagare le bollette, fare la spesa, portare l’auto dal meccanico, ritirare i panni in lavanderia e pulitura, accompagnare a casa i bimbi da scuola e così via. Una sorta di “maggiordomo aziendale” a disposizione esclusiva delle maestranze. Grazie ad un’app, i lavoratori potranno prenotare con il cellulare i servizi al “maggiordomo”.

L’iniziativa fa parte del progetto Smart work, smart life, vincitore di un concorso bandito dalla Regione Veneto in tema di “Smart Working”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo; durerà in via sperimentale per 18 mesi, con un costo stimato in 34.000 euro interamente a carico del FSE.

Non solo, il pacchetto welfare aziendale comprende anche altre iniziative, fra cui il car pooling e la baby sitter sul posto di lavoro.

E’ dimostrato che, con queste iniziative, non sono solo i dipendenti a guadagnare in termini di migliore qualità della vita (più soddisfatti e meno stressati), ma anche l’azienda, che sulle iniziative di welfare può contare su significativi sgravi fiscali, con risvolti positivi sulla produttività aziendale e sulla propria reputazione.

(notizia tratta dal Venerdì di Repubblica del 26 agosto 2016).