La legge 92/2012 (Fornero) aveva introdotto, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed in alternativa al congedo parentale (ex facoltativa):

o voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting

oppure un contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati (asili nido).

Per l’anno 2013 il contributo era pari a 300 euro mensili, incrementato a 600 euro mensili per il biennio 2014-2015, ora esteso a tutto il 2016 nella stessa misura. Il beneficio spetta per un massimo di sei mesi.

Le domande vanno presentate all’Inps esclusivamente in modalità telematiche  .

Beneficiarie sono le madri lavoratrici aventi diritto al congedo parentale, oppure iscritte alla Gestione Separata Inps, che, al momento della domanda, siano ancora nei 12 mesi successivi al termine del periodo di maternità obbligatoria, nonché le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale; in quest’ultimo caso, il contributo spetta per i mesi di congedo parentale non ancora usufruiti.

Per le lavoratrici con contratto part-time, il contributo è ridotto proporzionalmente, mentre per quelle iscritte alla Gestione Separata è erogabile per un massimo di tre mesi.

Non sono ammesse al beneficio, invece, le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale (domestiche, a domicilio, disoccupate), le lavoratrici autonome, nonché le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale richiedono il beneficio, usufruiscono già dei benefici di cui al fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità, oppure che siano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati.

Il contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, viene erogato direttamente dall’INPS alla struttura prescelta, previa presentazione di documentazione attestante la fruizione del servizio.

Il servizio di baby sitting, invece, funziona con il sistema dei buoni lavoro (voucher), analogamente a quanto già avviene per retribuire il lavoro accessorio. La lavoratrice madre, beneficiaria del voucher, opererà al pari di un committente, comunicando all’INPS, tramite una specifica procedura telematica, le generalità complete proprie e del prestatore/trice, le date di inizio e fine della prestazione di baby sitting preventive e consuntive. I voucher sono esclusivamente telematici (no cartacei). La lavoratrice madre, per attivare la procedura, dovrà obbligatoriamente munirsi del Pin personale  e quindi agire  in proprio o ricorrendo ai servizi di patronato.

Va detto che i benefici qui illustrati, anche se di portata limitata, rientrano nel filone di iniziative volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro di tante lavoratrici madri, che sappiamo quante difficoltà incontrano nella vita di tutti i giorni.