Ormai nel mondo vi ricorrono almeno tremila multinazionali, visto che “Vera”, un robot lanciato da una start-up russa nel 2017, seleziona curricula e fa colloqui di lavoro riuscendo ad “intervistare” fino a 1500 possibili candidati in un solo giorno di lavoro. Funziona come una sorta di macchina della verità e processa le risposte dei candidati profilandone carattere, attitudini, opinioni, capacità di fare squadra o tendenza allo scontro. I cofondatori della start-up, due giovani russi non ancora trentenni, si sono resi conto che gran parte delle procedure relative alla selezione del personale, almeno nella prima fase, potevano essere automatizzate. E così è nato “Vera”, un robot dagli occhi azzurri e capelli raccolti, che parla russo e inglese, con un timbro di voce ora maschile ora femminile, che risponde anche a domande, contatta i candidati, fa interviste telefoniche o in video. Ogni intervista dura 8 minuti, al termine, Vera indirizza i migliori candidati ai selezionatori “umani”, ai quali solo spetta l’ultima parola. Precisano i creatori del software: “gli esseri umani rimangono i migliori valutatori, ma il robot può aiutare molto il loro lavoro abbattendo i tempi di selezione, soprattutto nella fase iniziale, quando, ad es., devono essere esclusi tutti quei candidati che si sono iscritti per una determinata posizione, ma non sono più in cerca di lavoro”. Non dubitiamo che sia così dal momento che si avvalgono di questo software colossi come Ikea, L’Oreal, Auchan, Pepsi Cola.