E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge delega n. 106 del 6 giugno 2016, che dà avvio al processo di riforma del cd. “Terzo settore”, definito dalla legge stessa come “il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi”.

La riforma si ispira a criteri e principi di carattere generale, quali:

  • la tutela del diritto di associazione;
  • il riconoscimento dell’iniziativa economica privata, come strumento per sviluppare i livelli di tutela dei diritti civili e sociali;
  • il sostegno dell’autonomia statutaria degli enti;
  • la semplificazione normativa, accompagnata da un sistema di controllo rafforzato per contrastare posizioni di abuso.

La riforma prevede dunque:

① la revisione della disciplina del codice civile in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute come persone giuridiche o non riconosciute;

② il riordino e la revisione della disciplina speciale, attraverso la redazione di un apposito codice del Terzo settore, che
regoli anche le norme tributarie in modo organico, intervenendo, in particolare, per gli aspetti più conosciuti:

  • sulla definizione di ente non commerciale
  • su deducibilità e detraibilità delle erogazioni liberali a favore degli enti no-profit
  • sull’istituto del cinque per mille.

③ la revisione della disciplina in materia di imprese sociali, per le quali, tra l’altro, è prevista la regolamentazione dell’accesso a forme di raccolta di capitali di rischio tramite portali telematici (in analogia a quanto previsto per le start-up innovative), e misure agevolative volte a favorire gli investimenti di capitale (presupposto per l’accesso alle diverse forme di fiscalità di vantaggio e sostegno economico sarà l’iscrizione dell’ente beneficiario al Registro unico nazionale del Terzo settore, che sarà istituito presso il Ministero del lavoro, suddiviso in specifiche sezioni, tenendo conto delle finalità e delle caratteristiche delle diverse categorie).

④ la revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, con l’istituzione del servizio civile universale, di durata non inferiore a 8 mesi e non superiore a 1 anno, finalizzato, ai sensi degli articoli 52, primo comma, e 11 della Costituzione, alla difesa non armata della patria e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica. E’ prevista inoltre l’instaurazione, fra i giovani impegnati nel servizio e lo Stato, di uno specifico rapporto di servizio civile non assimilabile al rapporto di lavoro, con previsione dell’esclusione di tale prestazione da ogni imposizione tributaria. Le competenze acquisite durante l’espletamento del servizio civile universale saranno utilizzate nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.

⑤ l’istituzione di una fondazione di diritto privato denominata Italia Sociale con lo scopo di favorire l’incontro tra i finanziatori e gli enti beneficiari dei finanziamenti.

Il Governo ha a disposizione dodici mesi per adottare i decreti e gli atti normativi necessari a dare attuazione concreta alla riforma.