Sappiamo bene come negli ultimi anni l’interazione con i vari social presenti nel web, a partire da Facebook, sia diventata per molti un vero e proprio strumento di lavoro, in primis per “postare” la propria immagine.

Ma come evitare di minare la propria reputazione online facendo figuracce involontarie, magari con un semplice tag o like, come risulta accada spessissimo?

Per questo sono nate una serie di imprese specializzate nello “smacchiare” i profili social – online reputation managing – (la più nota delle quali è Reputation.com) in cui lavorano geni del computer che si impegnano, a trovare e cancellare ogni traccia scomoda o imbarazzante per restituire, ad un singolo o ad una azienda, una immagine libera da ogni post compromettente.

Ricorrere a questi servizi costa molto caro. Ma ci si può in qualche modo arrangiare, adottando semplici accortezze, idonee a mantenere, senza rinunciarvi, un profilo social adeguato, ma che nello stesso tempo non metta a rischio la nostra immagine professionale.

Basta ad esempio, per difendersi da tag imbarazzanti, operare una scelta oculata delle impostazioni della “privacy” e selezionare accuratamente le amicizie su Facebook, rinunciando a quelle giudicate dubbie.

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha diffuso tempo fa una utile guida/manuale, reperibile nel sito, chiamata “Social Privacy – Come tutelarsi nell’era dei social network”, che offre consigli, suggerimenti, raccomandazioni molto validi e pone diversi quesiti ad hoc, utili per riflettere su quale uso stiamo facendo della nostra pagina, e se corrisponda a quello che vorremmo.