Orario di lavoro:

la riduzione dell’orario di lavoro richiede il consenso esplicito del lavoratore e non può essere dedotta per fatti concludenti

La trasformazione da un rapporto a tempo pieno ad un a tempo parziale, ovvero la riduzione dell’orario part-time originario, sono soggette al consenso del lavoratore, indipendentemente dall’esistenza di un accordo collettivo applicabile che afferma il contrario. La pronuncia della Corte ha accolto il ricorso di alcuni lavoratori del settore pulizie che rivendicavano il diritto alla conservazione dell’orario di lavoro originario applicato del precedente datore di lavoro cui era subentrata altra impresa nell’appalto dei servizi di pulizia.
La Corte ha chiarito in particolare che la trasformazione di un elemento essenziale del rapporto come l’orario, non può essere oggetto di una decisione del solo datore di lavoro: serve un consenso scritto da parte del lavoratore, il cui rifiuto alla trasformazione non può costituire giustificato motivo di licenziamento. L’adesione deve essere quindi libera ed esplicita, non potendo essere, su questo tema, solo tacita né essere dedotta dal semplice fatto che i dipendenti, senza soluzione di continuità del rapporto di lavoro, hanno continuato a prestare la loro opera a condizioni svantaggiose, senza pretendere il rispetto del patto originario sull’orario di lavoro.

Sentenza:

Corte di Cassazione – n. 16089 del 15.07.2014