Il Garante della Privacy, con provvedimento n. 267 del 15.06.2017, nel rigettare una istanza avanzata da una Spa che eroga servizi per clienti pubblici e privati ha stabilito che l’impresa può trattare i dati giudiziari dei propri lavoratori solo in presenza di autorizzazione ex lege o del Garante stesso in cui siano indicate le finalità di rilevante interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.

Nello specifico la Società, in qualità di soggetto appaltatore, in ottemperanza a quanto previsto nel contratto di appalto, si impegnava ad acquisire, tramite lo stesso lavoratore, il certificato generale del casellario giudiziale in corso di validità, per ciascun lavoratore da impiegare nell’appalto e prima dell’ effettivo impiego, ed a segnalare tempestivamente al Committente il nominativo di coloro a carico dei quali risultassero sentenza di condanna per reati contro le persone, la sicurezza dei beni ed il patrimonio. La ditta appaltante si riservava di esprimere il proprio gradimento o meno sui lavoratori, da impiegare per lo più come manovali, pulitori e addetti a servizi vari a bordo di treni.

La Società non è stata in grado di indicare una base giuridica valida – legge, regolamento, contratto collettivo di lavoro – idonea a legittimare il trattamento dei dati giudiziari per lo svolgimento di tali attività.

Mancando la necessaria base giuridica, l’Autorità Garante ha ritenuto non sussistenti i presupposti per dare l’autorizzazione al trattamento e la Società si è vista rigettare l’istanza.

Nel provvedimento il Garante, oltre a richiamare l’art 27 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2005) – riassunto nel primo capoverso – ha ricordato che con l’Autorizzazione n. 7 del 15.12.2016 di carattere generale per gli enti pubblici economici, i datori di lavoro sono autorizzati a trattare i dati giudiziari dei dipendenti qualora questo sia “indispensabile per adempiere o esigere l’adempimento di specifici obblighi o eseguire specifici compiti previsti da leggi, da normative dell’Unione Europea, da regolamenti o da contratti collettivi, anche aziendali, e ai soli fini della gestione dei rapporti di lavoro……”.