E’ il titolo di una interessante mostra, visitabile fino al 21 dicembre 2018, presso la Fondazione Dalmine, in località Dalmine, provincia di Bergamo.

La mostra mette in fila foto d’autore, filmati, oggetti e documenti tratti da archivi industriali che ricostruiscono modi, tempi, luoghi dei consumi del pasto in fabbrica. Dalla gavetta, ai refettori, alle mense aziendali: un vero e proprio excursus storico nella cultura industriale del ‘900. I materiali riguardano, fra le altre, azienda come la Dalmine (oggi Tenaris), Ansaldo, Fiat, Olivetti, Pirelli, Falck, Montecatini, Cotonificio Crespi, Marzotto, Breda, Barilla, Zanussi, Piaggio, Sit Siemens, Alfa Romeo. Nomi storici della grande industria italiana.

Un percorso che dura un secolo, e che ha visto dapprima gli operai consumare il pasto portato da casa in fianco alla macchina dove lavorano; poi l’azienda predispone locali chiusi, prossimi all’area di produzione; il terzo tempo è la messa a disposizione di ambienti rudemente confortevoli con possibilità di scaldare i loro pasti portati da casa; a seguire la creazione di vere e proprie mense con distribuzione di pasti completi caldi in ambienti igienicamente attrezzati. Il passaggio socialmente più radicale, databile agli ultimi anni ’70 del ‘900, è la fine della distinzione di censo e di classe, superata con le mense comuni fra operai impiegati e quadri aziendali. La foto più antica presente in mostra è del 1890 e raffigura una scena al porto di Genova dove il cibo viene trasportato con i gozzi agli operai dei cantieri navali della Ansaldo.