Apprendiamo che il sindaco di New York Bill de Blasio ha introdotto una disposizione che vieta ai nuovi datori, di chiedere informazioni sugli stipendi guadagnati in precedenza da chi si candida per un posto in azienda. La misura vale per la città di New York e riguarda le imprese con più 4 dipendenti.

L’obiettivo benemerito è quello di cercare di sganciare i lavoratori sottopagati (a volte ingiustamente) da un passato retributivo che li inchioderebbe spesso a livelli sotto la media per tutta la vita in fabbrica o in ufficio. Dichiara de Blasio: “E’ inaccettabile dover ancora combattere per stipendi uguali in corrispondenza di impieghi uguali. Il fatto è che le donne e la gente di colore sono spesso pagati meno, per lo stesso lavoro, delle controparti tra gli uomini bianchi”. E non solo in questi casi, aggiungiamo noi.

Il dibattito sulla questione è più che mai aperto e c’è da scommettere che non si fermerà certo entro i confini della metropoli americana, ma investirà, come sta già accadendo, non solo tutto il paese, ma anche l’Europa compresa l’Italia.  Specie ad opera di multinazionali che, avendo sede a New York, decidano di uniformarsi ad una “policy” unica in tutte le loro sedi sparse per il mondo, ed estendere pertanto la misura anche nel nostro paese.

Forse aziende e reclutatori non gioiranno per questo, ma può essere una strada per garantire la “giusta mercede” anche alle fasce più deboli e discriminate del mercato del lavoro.