Confermando una consolidata giurisprudenza la Cassazione, con la presente sentenza, ha dato ragione all’Inail, nella causa avviata da un’azienda a cui era stato aumentato il tasso di premio dell’assicurazione Inail dopo che un suo dipendente, mentre era al lavoro (alla guida di una betoniera) era stato colpito da uno shock anafilattico per la puntura di un insetto, evento che ne ha poi provocato la morte.

In primo grado il Tribunale aveva dato ragione all’azienda che quindi aveva richiesto all’Ente il ricalcolo del premio a favore.  La Corte d’Appello accoglieva invece il ricorso dell’Inail, affermando che l’evento mortale, pur se determinato da caso fortuito, con assenza di responsabilità del datore, non esclude tuttavia l’occasione di lavoro, date le circostanze in cui è avvenuto.

Tesi confermata dalla Cassazione, la quale ritiene che, in base all’art. 2 del DPR 1124/1965, sono coperti da assicurazione non solo gli infortuni riconducibili al rischio “tipico” della specifica lavorazione (tesi sostenuta dall’azienda), ma anche quelli derivanti da caso fortuito, ed in talune ipotesi, quelli discendenti da cause estranee al lavoro svolto.

Partendo da tali presupposti, la Cassazione afferma come l’evento (puntura dell’insetto) che ha poi determinato la morte del lavoratore (infortunio mortale), si sia verificato “in condizioni spazio-temporali caratterizzate dall’essere in quel momento il soggetto intento all’attività di lavoro e quindi, occupato alla guida dell’automezzo, fatto che gli ha impedito o comunque reso più difficile difendersi dall’insetto”. Conseguentemente risulta legittima la richiesta dell’Inail di adeguamento del premio assicurativo.   

Corte di Cassazione - n. 8597 del 3 aprile 2017