Con la sentenza in esame la Corte ha stabilito che il datore di lavoro è tenuto a risarcire il coniuge (nel caso specifico la moglie) del lavoratore, rimasto permanentemente invalido a seguito di infortunio sul lavoro, per il danno non patrimoniale arrecato alla vita di relazione della coppia, privata della possibilità di avere rapporti sessuali. Ha sentenziato la Corte che si configura una lesione morale ed esistenziale anche ai danni della moglie, meritevole di risarcimento, in considerazione della giovane età della coppia (34 e 31 anni), dell’assenza di figli, della durata del matrimonio, della abnegazione totale della moglie al marito infortunato.

I giudici hanno inoltre accertato che il contratto di assicurazione stipulato dal datore di lavoro copriva i soli danni per morte, lesioni personali e danneggiamenti alle cose, ma non la lesione ad un bene come la normale vita di relazione, nell’aspetto concernente in particolare i rapporti sessuali e di coppia, che hanno una natura diversa.

Corte di Cassazione - n. 22690 del 25 settembre 2018