La quietanza liberatoria (o quietanza a saldo) consiste in una dichiarazione, per prassi sottoscritta a fine rapporto di lavoro, con la quale il lavoratore attesta di avere percepito una determinata somma a totale soddisfacimento di ogni sua spettanza e di non aver altro da pretendere dal proprio datore di lavoro.

Si tratta di una mera dichiarazione di scienza (conoscenza) o di opinione, come tale non preclusiva in caso di errore della possibilità di agire per il riconoscimento dei propri diritti che risultassero in realtà insoddisfatti (Cass. 14 ottobre 2003 n. 15371).

Tali dichiarazioni sono solamente clausole di stile che come tali, non sono sufficienti a comprovare l’effettiva sussistenza di una volontà dispositiva del lavoratore (Cass. 14 giugno 2006 n. 13731).