Prendendo spunto da una recente accurata analisi di due valenti autori, Enrico Barraco e Stefano Iacobucci, accenniamo al fenomeno che sta prendendo sempre più piede, nell’ambito della selezione del personale, chiamato GAMIFICATION (derivazione dall’inglese to game = giocare). Si tratta, in sintesi, di un sistema di valutazione delle attitudini di una persona, a ricoprire un determinato ruolo lavorativo, basato sui risultati di giochi effettuati al di fuori del contesto dell’attività ludica.

L’assunto su cui si basa tale pratica è che il gioco, in quanto momento fondamentale dell’esistenza dell’individuo, favorisce il distacco dalla routine quotidiana e agevola comportamenti che normalmente non emergono in un contesto sociale codificato: si porta il protagonista del gioco ad esprimere caratteristiche naturali, istintive, normalmente represse, facendo emergere i caratteri personali. Se ne ricava che, applicando lo schema del gioco nell’ambito della valutazione del candidato all’assunzione, è possibile comprendere meglio a quale mansione si adatterà meglio e se è idoneo a ricoprire un certo tipo di ruolo.

Sembra appurato che tale pratica fornisca agli esperti di recruiting ottimi strumenti per la selezione del personale, permettendo di individuare il leader, lo stratega, il subalterno, chi non sa gestire lo stress, chi non è portato per la competizione, e così via. Ma fornisca anche ottime indicazioni per migliorare le condizioni ambientali-organizzative sul posto di lavoro.

Va tenuto presente però che la GAMIFICATION implica la valutazione di aspetti alquanto “sensibili” dell’individuo, imponendosi quindi una attenta riflessione sugli eventuali profili di violazione della sua “privacy” e la necessità di adottare adeguate ed incisive misure di tutela.

Hai bisogno di un Consulente del lavoro?

Scopri i nostri servizi
Contatta lo Studio