Molto spesso si trovano i più disparati annunci, anche via internet, che propongono tirocini formativi per compiti prettamente manuali di basso profilo o, per contro, per mansioni che presuppongono di avere alle spalle anni di esperienza lavorativa anche di contenuto elevato.

Annunci di tal fatta evidenziano a dir poco pesanti storture sull’utilizzo del tirocinio o “stage” per dirla alla francese.

Il tirocinio, infatti, è una forma contrattuale a basso costo (poche centinaia di euro di imborso spese al mese e nessuna tutela previdenziale) che non è in alcun modo utilizzabile per svolgere attività lavorative di lavoro subordinato.

Si tratta di uno strumento di politica attiva del mercato del lavoro, destinato a soggetti che devono inserirsi o re-inserirsi nel mondo del lavoro, ai quali viene consentito di vivere temporanee esperienze all’interno di un contesto lavorativo, per favorire una conoscenza diretta di una professione o di un mestiere, che sia preferibilmente in linea con il proprio percorso di studi. Serve in definitiva ad aiutare il tirocinante a orientarsi sulle proprie scelte professionali in un’ottica di inserimento lavorativo. In nessun caso il tirocinante può essere utilizzato come manodopera a basso costo e priva di tutele all’interno di percorsi in cui l’aspetto formativo sia del tutto inesistente o fortemente marginalizzato.

La differenza fra tirocinio e lavoro subordinato è chiara e più volte sottolineata dalla giurisprudenza anche di Cassazione. Secondo la quale la prestazione del tirocinante non può essere finalizzata alla soddisfazione dell’interesse dell’altra parte (ospitante), ma dovrebbe rispondere unicamente all’interesse del praticante ad essere formato, secondo il progetto formativo individuato ed approvato.

Se un ispettore del lavoro o un giudice accertano che un tirocinio maschera un rapporto di lavoro subordinato, causa assenza o trascuratezza dell’aspetto formativo, le conseguenze su quello che è diventato un datore di lavoro, sono piuttosto serie:  sanzioni amministrative per irregolare costituzione di rapporto di lavoro, diritto per il tirocinante di vedersi riconosciuta l’applicazione retroattiva dei trattamenti economici e normativi spettanti ai dipendenti con mansioni analoghe a quelle svolte, sanzioni per ritardati versamenti contributivi e assicurativi.

Per completezza del quadro, va evidenziato che subordinazione, con prestazioni lavorative effettive, e formazione sono perfettamente conciliabili all’interno di un altro tipo di rapporto che è quello di apprendistato, nelle sue varie forme, come regolato oggi dal D.Lgs. 81/2015.

Il rapporto di tirocinio invece, in quanto caratterizzato da contenuto formativo esclusivo, come sottolineato, ha scopi ben diversi da quelli che possono scaturire dall’esecuzione di prestazioni lavorative, con le quali è e rimane del tutto incompatibile.