Con la Sentenza n. 30083 del 14 dicembre 2017 la Corte di Cassazione interviene in merito al configurarsi di un comportamento discriminatorio per un’impresa che fissa un ugual limite di altezza per entrambi i sessi nell’ambito della selezione per la ricerca di nuovo personale.

La Suprema Corte ha ritenuto legittimo il ricorso di una candidata, sentenziando l’inapplicabilità del vincolo di ugual limite minimo di altezza per entrambi i sessi, in virtù della pronuncia della Corte Costituzionale n.163 del 1993, che targa come illegittimo tale vincolo qualora non vi sia un giustificato motivo per non tenere in considerazione “l’identità o diversità delle situazioni soggettive implicate dalla regolamentazione dettata“.

Il caso trae origine dal ricorso promosso da una lavoratrice che aveva partecipato ad un concorso per capi stazione ed era stata esclusa dalla selezione, a seguito di una visita medica che appurava una insufficienza nel requisito fisico prescritto dal regolamento, circa l’altezza minima di 1 metro e 55 cm per accedere a tale funzione.

Tale clausola è stata ritenuta illegittima dai supremi giudici in quanto non giustificata da fattori oggettivi connessi con la prestazione lavorativa, originando una sia pure indiretta discriminazione della lavoratrice per l’esclusione dall’accesso alle selezioni solo a causa della propria statura.

Corte di Cassazione - n. 30083 del 14 dicembre 2017