La legge 5 gennaio 1953 n. 4 stabilisce che il datore di lavoro, al momento del pagamento della retribuzione, deve consegnare al lavoratore un documento denominato “busta paga”, contenente, oltre che i dati identificativi del datore di lavoro e del lavoratore, tutti gli elementi che compongono la retribuzione stessa, compresi i benefit in natura che concorrono a formare gli imponibili previdenziali e fiscali.

È utile ricordare che la busta paga e la retribuzione devono essere corrisposti a cadenze regolari e prefissate. La funzione della busta paga è quella di documentare quanto il lavoratore percepisce in un dato periodo lavorativo, da parte di un determinato datore di lavoro, in ottemperanza al contratto di lavoro applicato e alle leggi vigenti in materia di previdenza, di fisco, ecc..
La busta paga ha validità giuridica e assume il valore di prova determinante, in caso di controversia con il datore di lavoro, davanti all’autorità giudiziaria.

I termini entro i quali è possibile effettuare dei reclami sono:

  • un anno per gli errori di calcolo;
  • cinque anni per interpretazioni erronee delle norme contrattuali e di legge.

MODALITA’ DI CONSEGNA:

L’obbligo di consegna della busta paga può essere adempiuto dal 2008 con la consegna di copia del cosiddetto “Libro Unico del Lavoro”; può essere trasmessa anche con messaggio di posta elettronica, se viene inviato ad indirizzo intestato al lavoratore provvisto di password personale.

L’invio può essere effettuato direttamente al lavoratore anche ad opera del “Consulente del Lavoro” del datore di lavoro (anche il nostro Studio è attrezzato per provvedere a ciò).

PRECISAZIONE:
La consegna della busta paga, anche se accompagnata da sottoscrizione del dipendente “per ricevuta” non è sufficiente di per sé a dimostrare l’avvenuto pagamento della retribuzione, ma concorre, insieme ad altri elementi, a fornire una presunzione dell’avvenuta estinzione dell’obbligazione retributiva. (Cass. 26/09/2008 n. 24186)