Una delle numerose leggi di riforma del lavoro emanate nel 2015 – e precisamente il D.Lgs. n. 151 del 14 settembre 2015 – ha previsto che “…. I lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacale comparativamente più rappresentative  sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro”.

Quindi gli elementi che devono ricorrere per la validità di questo istituto, che per semplicità possiamo chiamare “ferie solidali”, sono:

♦ la volontarietà e la gratuità in capo al dipendente “donatore”

♦ la presenza di un contratto/accordo collettivo nazionale, territoriale e/o aziendale che regoli la questione, stipulato con associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e/o con le loro rappresentanze aziendali (se presenti).

♦ lo stato di necessità del lavoratore beneficiario delle “ferie solidali”

 

IL CASO DEL COMUNE DI CAGLIARI

In assenza di contratto collettivo nazionale, l’amministrazione cittadina e le principali sigle sindacali hanno firmato il 6 marzo 2017 un accordo sperimentale della durata di un anno, che in sintesi prevede:

→ possibilità per i dipendenti comunali che lo desiderano di cedere le giornate di ferie residue maturate nell’anno precedente (fatto salvo il minimo di 4 settimane che obbligatoriamente deve essere goduto), con un massimo di 8 giorni per ogni anno, a favore di colleghi di lavoro bisognosi di ferie e riposi aggiuntivi per assistere figli minori bisognosi di cure costanti (come previsto dalla norma);

→ il lavoratore che si trovi nello stato di necessità potrà fare richiesta all’amministrazione per un massimo di trenta giorni per ogni istanza (ripetibile) corredata di certificazione medica rilasciata da struttura pubblica;

→ ricevuta l’istanza, l’amministrazione la renderà nota al personale in forma anonima, invitando i dipendenti che lo desiderano ad indicare il numero dei giorni che intendono cedere volontariamente; se i giorni offerti superano quelli richiesti, la cessione viene riproporzionata fra tutti i donatori;

→ il lavoratore interessato, per beneficiare delle ferie donate, dovrà avere prima fruito di tutte le proprie ferie, dei permessi retribuiti, dei recuperi e quant’altro abbia a disposizione.

 

Ci sembra un istituto di civiltà che rappresenta una nuova frontiera della solidarietà fra lavoratori e che riteniamo possa contribuire, fra l’altro, anche a favorire un migliore clima aziendale.