Il dipendente che “allunga il weekend” con delle giornate di malattia immediatamente prima o dopo il giorno di riposo, e pone in atto questa “tattica” con frequenza tale da compromettere l’organizzazione dei turni di lavoro, è passibile di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, per la complessiva inadeguatezza della prestazione lavorativa svolta, pesantemente condizionata dalle continue assenze.

Così la Corte che ha respinto il ricorso del lavoratore, sostenendo che, nel caso di specie, non rileva il fatto che il lavoratore non avesse superato il periodo di comporto per malattia, sostenendo invece la tesi dell’azienda che puntava l’attenzione sul malcontento creato  tra gli altri dipendenti da tali assenze, che si verificavano in occasione di ogni festività e perduravano alcuni giorni, con le connesse problematiche organizzative e produttive e la necessità che gli altri dipendenti sostituissero il collega assente, che oltretutto aveva l’abitudine di comunicare all’ultimo istante queste assenze. Elementi che  integrano i presupposti di cui all’art. 3 della L. 604/1966 rendendo legittimo il licenziamento.

Sentenza:

Corte di Cassazione – n. 18678 del 04.09.2014