In materia di infortuni sul lavoro, la sentenza in questione ha statuito che, in presenza di appalto, la responsabilità solidale del committente è esclusa se non viene provato che il lavoratore della ditta appaltatrice stava eseguendo una lavorazione, che non rientrava nell’appalto concordato.

Per i giudici, il principio secondo il quale, negli appalti, il dovere di sicurezza è riferibile, oltre che al datore di lavoro anche al committente, con conseguente possibilità, in caso di infortunio, di intrecci di responsabilità, coinvolgenti anche il committente medesimo” è sì confermato ma non trova sempre immediata e diretta applicazione, essendo necessario valutarlo alla luce del reale svolgimento dei fatti.

Nel caso concreto il lavoratore dell’appaltatore stava svolgendo una attività aggiuntiva che esulava dal contratto di appalto ed in giudizio non è stato provato che questa lavorazione fosse stata richiesta dal committente, né direttamente né indirettamente tramite preposti. Dal che ne deriva l’esclusione della responsabilità di quest’ultimo nell’accadimento dell’infortunio, in quanto non può configurarsi una responsabilità “in re ipsa e cioè per il solo fatto di aver affidato in appalto determinati lavori ovvero un servizio”.

Corte di Cassazione n. 29582 del 11 dicembre 2017

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