Con la sentenza citata la Corte, confermando un consolidato orientamento, ha stabilito che ciò che distingue il rapporto di agenzia da un rapporto di lavoro subordinato è dato dalla circostanza che il primo ha per oggetto la svolgimento a favore del preponente di un’attività economica esercitata in forma imprenditoriale, con organizzazione di mezzi e assunzione del rischio di impresa da parte dell’agente, con tutto ciò che questo significa (esposizione a rischi economici e finanziari, autonoma scelta dei tempi e modi dell’esercizio dell’attività, pur nel rispetto, secondo il disposto dell’art. 1746 codici civile, delle istruzioni ricevute dal preponente); oggetto del secondo (rapporto di lavoro subordinato) è invece la prestazione di energie lavorative in regime di subordinazione (no utilizzo di mezzi propri, no rischi imprenditoriali, osservanza di direttive), il cui risultato rientra esclusivamente nella sfera giuridica dell’imprenditore, che solo sopporta il rischio dell’attività svolta.

Corte di Cassazione – n. 4884 del 1 marzo 2018