Con la sentenza citata, la Corte di Cassazione, confermando un consolidato orientamento, ha ritenuto illegittimo il patto di prova stipulato in un contratto a tempo indeterminato, in quanto un uguale patto di prova era stato sottoscritto con lo stesso dipendente e per le medesime mansioni in occasione di un precedente rapporto a termine.
I giudici della Suprema Corte, nel sostenere questa tesi, si rifanno al significato stesso del patto di prova la cui causa va individuata nella tutela dei reciproci interessi delle parti del rapporto di lavoro. Da un lato il datore che deve accertare le attitudini, capacità, conoscenze e competenze in possesso del lavoratore per verificare se queste corrispondono alle esigenze lavorative dell’azienda; dall’altro il lavoratore che a sua volta deve valutare se la qualità e quantità della prestazione richiestagli e più in generale le condizioni di svolgimento del rapporto e il grado di ambientazione raggiunto, corrispondono non solo alle pattuizioni intercorse ma anche alle proprie aspettative.
Sentenziano i giudici che, se la suddetta verifica sia già intervenuta, con esito positivo, relativamente a specifiche mansioni e per un congruo lasso di tempo, in occasione di un precedente rapporto di lavoro anche a termine intercorso con lo stesso lavoratore, il patto di prova dovrà ritenersi del tutto invalido. Con l’ulteriore conseguenza che il nuovo rapporto di lavoro si intenderà instaurato sin dal primo giorno a tempo indeterminato.

Sentenza:

Corte di Cassazione – n. 4635 del 9 marzo 2016